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| ...la rappresentazione ha inizio allorquando la tarantata avverte i segni premonitori, per lo più di tipo neurovegetativo o psichico (apparente obnubilamento dello stato di coscienza, turbe emotive, ecc.) Generalmente ella chiede che sia eseguita della musica e dà quindi inizio ad una danza incessante ed esasperata che ha lo scopo di diagnosticare il tipo di taranta che l'ha morsa ("libertina", "triste e muta", "tempestosa", ecc.) Successivamente si passa ad una fase di "esplorazione cromatica", nella quale la malata è attratta da indumenti, generalmente fazzoletti, i cui colori corrispondono a quelli della taranta che l'avrebbe morsa. Talvolta l'attrazione si manifesta con atteggiamenti aggressivi nei confronti di persone che indossano abiti vistosamente colorati e che fanno cerchio intorno alla tarantata. Nella terza fase, coreutica o " ciclo coreutico bipartito " come lo definì De Martino, vi è un alternarsi di atteggiamenti espiatori -convulsioni epilettiformi o posture stereotipate accompagnate da apparente perdita di contatto con l'ambiente circostante- e liberatori con pantomime che simulano l'identificazione dell'ammalata con la taranta. Il rituale termina con un simbolico calpestamento della taranta che simboleggia la liberazione e la riuscita dell'esorcismo. La tarantata si diceva, così, graziata da S. Paolo; veniva condotta presso la cappella del Santo, a Galatina (LE), beveva l’acqua sacra del pozzo adiacente ad essa e ripeteva simbolicamente un breve rito coreutico. La figura di S. Paolo all’interno del tarantismo è legata alla leggenda che narra come S. Paolo un giorno, durante le sue predicazioni in Giudea, si vide circondato da serpi, vipere e bisce, raccolte dai giudei per spaventarlo e per costringerlo a non far sentire la voce di Gesù. Ma S. Paolo, con un segno di croce, fece scappare le brutte bestie che vennero schiacciate dal popolo. Il fenomeno del tarantismo oggi è pressoché scomparso nella sua forma originaria, o si pensa che si sia modificato in altri aspetti, essendo radicalmente mutate le componenti psicologiche, sociali, culturali, economiche e religiose che ne costituivano la base...continua |
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